Il Pasqua: subito dopo l’Epifania inizia infatti il

Il Carnevale è una festa pagana di origine greco-romana. Si narra che già durante le feste dedicate al dio Dioniso le persone si mascherassero.
Nel corso dei secoli la maschera è diventata
sempre più centrale, simboleggiava il ribaltamento
dell’ordine prestabilito. Con l’avvento del Cristianesimo questa festa ha
assunto caratteri religiosi e si è inserita
perfettamente tra il Tempo di Natale e il Tempo di Pasqua: subito dopo
l’Epifania inizia infatti il periodo di Carnevale che culmina con il Giovedì
grasso e il Martedì grasso, che quest’anno sarà il 13 febbraio.

La festa del
Carnevale è celebrata in tutte le regioni italiane con dolci squisiti e
maschere che rappresentano la creatività italiana. Da nord a sud possiamo
affermare che ogni regione ha un dolce tipico (la cicerchiata, le castagnole, le frittelle, solo per citarne alcuni)
o una maschera identificativa.

Dallo storico
Carnevale di Ivrea (famoso per la Battaglia delle Arance) a quello di Venezia
sono tante le occasioni che grandi e piccini hanno per mascherarsi e divertirsi
spendendo il giusto prezzo.

I bambini ed i
ragazzi hanno la possibilità di scegliere
tra diversi tipi di maschere: cartoni animati, personaggi dei videogiochi,
persone importanti del mondo della cultura e del lavoro, personaggi fantastici.
Gli adulti invece possono scegliere tra i personaggi dei film (come Iron Man o
Grease), personaggi dei cartoni animati, fare un salto indietro nel tempo negli
anni Cinquanta o Sessanta oppure scegliere delle maschere veneziane.

In particolare,
ogni regione italiana ha una maschera caratteristica: l’Abruzzo ha come
maschera Frappiglia, personaggio che rappresenta l’inganno; la Basilicata ha
maschere legate alla tradizione contadina, mentre la Calabria si lega a
Giangurgolo, che lottò contro l’occupazione
spagnola; la Campania è collegata alla maschera
di Pulcinella, che identifica un po’ tutto il carnevale italiano.

L’Emilia-Romagna si lega a Balanzone,
maschera bolognese che rappresenta un professore che tutto conosce; il
Friuli-Venezia Giulia si lega alle maschere dei Blumari; nel Lazio sono famose
le maschere di Rugantino e Meo Patacca, mentre la Liguria si lega a Capitan
Spaventa; la Lombardia si identifica in Meneghino, maschera che nasce nella
commedia dell’arte; le Marche hanno diverse maschere che identificano le
diverse zone della regione; nel Molise ci sono maschere legate alle tradizioni
contadine; il Piemonte è una di quelle regioni che ha una maschera che
rappresenta il carnevale italiano, e cioè Gianduia, che inizialmente era un
burattino.

La Puglia, tra le sue maschere più
famose, ha Farinella, che era un giullare; la Sardegna invece si lega alla
tradizione arcaica, mentre la Sicilia è rappresentata da Peppa Nappa,
personaggio pigro della commedia dell’arte. La Toscana invece ha maschere molto
diverse tra loro, provenienti dalla commedia dell’arte, come Stenterello. Il
Trentino Alto-Adige ha molte maschere legate alla tradizione alpina, mentre
l’Umbria si identifica con Bartoccio, personaggio saggio ma anche un po’ rozzo.
Infine in Valle d’Aosta le maschere più famose sono le Landzette, che nascono
nel periodo napoleonico per metterne in ridicolo le truppe.

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